Presbiterio

Via Crucis della comunità

I° STAZIONE
GESU' E' CONDANNATO A MORTE
Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perchè con la tua santa croce hai redento il mondo

LETTURA BIBLICA: Lc 23,20-25

RIFLESSIONE:
Ecco Gesù davanti a Pilato. Il suo volto è irriconoscibile; rigato di sangue, coperto di schifosi sputi. Più che una corona è un fascio di spine che gli insaguina il capo. Uno straccio rosso ricopre il suo corpo che è tutto un livido, tutto una piaga. In quel volto, su quegli occhi quanta stanchezza, quanto dolore, quanta angoscia. E lui Gesù, muto mi guardava, con quegli occhi pieni di dolore. Mi stava dinanzi coronato di spine, con la carne fatta a brandelli dalla flagellazione e mi diceva: "Che ti ho fatto? In che cosa ti ho offeso?"

SEGNI: La corona di spine e lo scudiscio
Ecco la corona di spine e lo scudiscio: i segni dell'oltraggio e della flagellazione di Cristo.

PREGHIERA:
Perdona, Signore Gesù, se spesso ci nascondiamo per non comprometterci, se rifiutiamo il sacrificio, l'umiliazione, le posizioni scomode, il servizio. Perdona se non riusciamo a pregare per chi ci tratta male e pretendiamo di essere trattati diversamente da te. (Gruppo Azione Cattolica)

Condannato sei per noi, o Figlio di Dio: mite ed innocente, tu morirai.
O Maria, madre dei dolori, prega per noi il tuo Gesù.

INVOCAZIONI........
Padre nostro.........
Preghiamo......
Canto: E' giunta l'ora, 1° e 2° strofa

Santa madre, deh, voi fate che le piaghe del Signore siano impresse nel mio cuore!

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Recitiamo il Santo Rosario in siciliano

Patri, Figghiu e Spiritu Santu. Amen.
San Duminicu beatu
stu Rusariu a tia
fu datu,
da Maria la Virginedda tutta pura e tutta bedda. Stu rusariu chi cantamu a Maria l'apprisintamu,
offi risciccillu tu,
a Maria e a Gesù.
A Diu vogghiu pi Patri,
a Maria pi nostra Matri, sempri statici 'in cumpagnia: o' Gesù, Giuseppi e Maria!

Misteri gaudiosi

1). Diu ci manna l'ambasciata e di l'ancilu è purtata,
è lu figghiu di Diu Patri, già Maria fu fatta Matri. O gran Vergini Maria, mi cunsolu assai cu Tia!
'un sapennu l'ura e quannu l'atmuzza mia vi raccumannu.
2). Vi partistivu a gran fretta a visitari Elisabetta:
San Ciuvanni 'un era natu e pi Vui santificatu.
3). 'Nta ' na povera manciatura parturiu la Gran Signora
a Gesù lu Bammineddu 'mmenzu o' vui e l'asineddu. 4). Comu l'autri fimrnineddi piccatrici e puvireddi, a lu Tempiu vi nni istivu e lu figghiu a Diu offristivu. 5). Quannu Vui a Gesù pirdistivu lu circastivu e sintistivu chi 'nsignava la dottrina ca' Sapienza sua divina.

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Il Programma della Pasqua 2016

Carissimi parrocchiani, con il mercoledì delle ceneri diamo inizio al tempo forte della quaresima, per prepararci comunitariamente nella preghiera e nell'ascolto della parola e nella penitenza alla Pasqua del Signore. Il testo conciliare di "Sacrosanctum Concìlium" al n. 109 afferma "Il duplice carattere della quaresima - il quale, soprattutto mediante il ricordo o la preparazione al battesimo mediante la penitenza, invita i fedeli all'ascolto più frequentemente della parola di Dio e alla preghiera e li dispone così a celebrare il mistero pasquale -, sia posto in maggior evidenza tanto nella liturgia quanto nella catechesi liturgica." Invito tutta la comunità vivere questo periodo definito tempo forte come tempo proprio d conversione e crescita spirituale. Buona quaresima.

Don Vincenzo Catalano

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Domenica 10 Aprile

Dal Vangelo secondo Giovanni     

In quel tempo, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla.
Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti. ]
Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo, per la seconda volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pascola le mie pecore». Gli disse per la terza volta: «Simone, figlio di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli domandasse: «Mi vuoi bene?», e gli disse: «Signore, tu conosci tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità io ti dico: quando eri più giovane ti vestivi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti vestirà e ti porterà dove tu non vuoi». Questo disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, aggiunse: «Seguimi».

Ascolta il Vangelo e l'Omelia

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La Liturgia

"Cristo è sempre presente nella sua Chiesa, e in modo speciale nelle azioni liturgiche. È presente nel sacrificio della messa, sia nella persona del ministro, essendo egli stesso che, «offertosi una volta sulla croce, offre ancora se stesso tramite il ministero dei sacerdoti», sia soprattutto sotto le specie eucaristiche. È presente con la sua virtù nei sacramenti, al punto che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza. È presente nella sua parola, giacché è lui che parla quando nella Chiesa si legge la sacra Scrittura. È presente infine quando la Chiesa prega e loda, lui che ha promesso: « Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, là sono io, in mezzo a loro » (Mt 18,20).
Effettivamente per il compimento di quest'opera così grande, con la quale viene resa a Dio una gloria perfetta e gli uomini vengono santificati, Cristo associa sempre a sé la Chiesa, sua sposa amatissima, la quale l'invoca come suo Signore e per mezzo di lui rende il culto all'eterno Padre. Giustamente perciò la liturgia è considerata come l'esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo. In essa, la santificazione dell'uomo è significata per mezzo di segni sensibili e realizzata in modo proprio a ciascuno di essi; in essa il culto pubblico integrale è esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo, cioè dal capo e dalle sue membra. Perciò ogni celebrazione liturgica, in quanto opera di Cristo sacerdote e del suo corpo, che è la Chiesa, è azione sacra per eccellenza, e nessun'altra azione della Chiesa ne uguaglia l'efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado" 

(Dalla Costituzione dogmatica sulla Divina Liturgia del Concilio ecumenico Vaticano II "Sacrosantum Concilium" n. 7).

"Prima di essere lo scrigno dei riti sacri, la liturgia è accoglienza. La liturgia non comincia dall’altare ma dal prònaos del tempio, dall’atrio, dalla porta d’ingresso, dall’accoglienza. [...] Occorre organizzare un vero e proprio servizio di accoglienza, quello che una volta veniva qualificato con il nome di “ostiariato”, da ostium, in latino porta. La liturgia, infatti, oltre ad essere un “mettersi a tavola” è anche - come ci ricorda la pericope evangelica giovannea della “Lavanda dei piedi” - un alzarsi da tavola (Cfr. Gv 13, 4) per accogliere e per congedare. Altrimenti le nostre assemblee, troppo sedentarie, divengono atrofiche, prive di movimento verso l’esterno. [...] Definita anche “catechesi in atto”, la liturgia esiste per dare intelligibilità al Mistero. È necessario curare sempre meglio l’animazione dei segni e dei canti affinché la partecipazione dei fedeli risulti sempre più piena, attiva e consapevole, come auspicava il Concilio Vaticano II".

(Dalla lettera pastorale "Ecclesia et Domus Ecclesiae")

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