Presbiterio

La costola di 3P: un “segno” profetico?


puglisi002La presenza nel nostro Santuario della reliquia ossea del beato martire don Giuseppe Puglisi, perla della città di Palermo, ha destato in ciascuno particolare stupore. La visita del sacerdote martire, chiamato 3P, non poteva non interpellarci. Don Pino è venuto a scuoterci dentro, perché non rimaniamo imbalsamati, come chi è caduto in un torpore spirituale ed è rimasto a lungo inerme. Egli ci ha richiamati come quando Gesù svegliò Lazzaro dal sepolcro. Anche la voce di don Pino in queste 24 ore ha gridato dentro il nostro cuore “Vieni fuori!”. La sua reliquia è un memoriale della sua testimonianza, del suo impegno per il Regno di Dio, del suo amore ai fratelli. Anche la mostra fotografica esposta nel nostro oratorio i cui pannelli riportavano le immagini e soprattutto le parole più significative di 3P ha macinato il cervello di chi l’ha guardata e riletta, lasciando che lo Spirito gli facesse da mentore. Le sue parole possono essere compendiate in una: vocazione. Che per don Pino significava chiamata e missione, occupazione di un posto nel mondo e nella Chiesa, essere parte di quel maestoso mosaico raffigurante il Cristo Pantocratore di Monreale, indispensabile tessera che unita alle altre compone, costruisce, realizza. Vocazione che significa prendere coscienza di un’unzione crismale che ci ha conferito un carisma, un dono da far fruttificare. Vocazione che apre un cammino, che ci porta verso una direzione, quella del martirio, del dono di sé. Una mèta cui si giunge solo se non ci si sente mai arrivati, mai al capolinea, disposti semmai a ripartire ogni volta. Come non poteva lasciare un profondo solco nel nostro cuore la visita di don Pino? Non sappiano ancora che “forma” prenderà il segno della reliquia. Personalmente posso attestare che, mentre trepidante e onorato, la portavo sul presbiterio, ho sentito emanare da essa il profumo di un'umanità santa. Allora ho pensato che quella costola non era una parte casuale del corpo del beato martire… In prossimità della Beatificazione di don Pino, chi fu deputato alla riesumazione e ricognizione del corpo del martire non poteva immaginare che la scelta di prelevarne proprio una costola non fosse fortuita ma voluta da Dio. A me è parsa come un chiarissimo segno che il Signore poneva innanzi ai nostri occhi. La costola, fin dalle prime pagine della Bibbia, riveste un significato pregnante. Dio fece la donna prelevando una costola dal corpo dormiente di Adamo, figura di Gesù addormentato sulla croce, dal cui costato nascerà un’altra donna, la sposa di Cristo. Preso da questa profonda riflessione, non potevo non chiedermi se dalla costola di padre Puglisi Dio non volesse attuare una cosa nuova… Chissà, magari una nuova famiglia di credenti, di apostoli, di testimoni?
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